08 mar

Fallimento di impianto, cos’è e perchè si produce?

Categoria: fertilita Etichetta: fertilita ,

Il fallimento di impianto è un insuccesso riproduttivo dopo una transfer embrionaria. Anche se dopo una FIV c’è sempre la possibilità che l’embrione non si impianti, esiste un tipo di infertilità che assume questo nome in pazienti che dopo la transfer di 6 embrioni non ottengono una gravidanza. È il la cause di non attecchimento embrionale.

Se il fallimento di impianto si riscontra al primo tentativo dopo una fecondazione in vitro, è un fallimento accettabile, considerando che con ovuli propri il percentuali di successo in ovodonazione del 47% e con ovuli donati è del 65%. Il problema insorge quando quest’insuccesso si ripete e la paziente non ottiene la gravidanza dopo aver ricevuto varie transfer embrionarie.

 

Transfer embrionaria e impianto

A FIV Valencia la donazione di embrioni è un processo personalizzato da cui dipende lo sviluppo degli embrioni, secondo la cui evoluzione si deciderà il giorno esatto della transfer.

“Nonostante sia chiaro che la fascia di giorni in cui si realizza una transfer va dal 2º al 6º giorno dopo aver fecondato l’ovulo, si cercherà sempre di trasferire embrioni in stadio di sviluppo più avanzato possibile, poichè ci permette di valutarli meglio e quindi selezionare quelli che dimostrano la maggior possibilità di impianto”, spiega il dr Dolz, direttore medico di FIV Valencia.

La selezione embrionaria è di estrema importanza per evitare il fallimento di impianto ed ottenere una gravidanza, ed è per questo che sempre più spesso si trasferiscono embrioni allo stadio di blastocisto il che ci aiuta a ridurre le transfer di due embrioni, evitando gravidanze multipli.

 

Perdite da impianto

Le perdite da impianto sono perdite ematiche lievi che spesso possono essere confuse con l’arrivo del ciclo mestruale. Si producono perchè l’utero è molto irrorato, e questo potrebbe causare le perdite. Si tratta di perdite tendenti al marrone e psesso è difficile determinare di cosa si tratta.

In questi casi si consiglia di rivolgersi all’infermiera, che darà le indicazioni più opportune rispetto al periodo trascorso dalla transfer embrionaria.

 

Quali prove fare in caso di fallimento ripetuto di impianto (FRI)

Come dicevamo all’inizio di questo post, uno o due fallimenti di impianto non sono un sintomo di ripetizione. La paziente deve aver trasferito almeno 6 embrioni di buona qualità senza ottenere un impianto  prima di passare a uno studio come questo:

  • Scartare la presenza di una malformazione uterina, miomi o utero con bassa ricettività.
  • Esaminare il cariotipo di entrambi i progenitori per sapere se ci sono alterazioni strutturali che possano predisporre all’aborto o al fallimento di trattamenti di riproduzione assistita.
  • Valutazione degli ormoni tiroidei.
  • Scartare trombofilie e malattie autoimmuni.
  • Studio della causa aloimmune.

 

Questi esami possono riscontrare la causa dei fallimenti ripetuti di impianto. In tal caso, si realizzerà un trattamento adeguato per risolvere il problema e ottenere la gravidanza.

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