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Donazione di ovuli

Cosa dice la legge circa la donazione di ovuli?

Le donatrici vengono selezionate in basse alla loro età, salute e storia medica; tutte queste informazioni vengono raccolte attraverso un questionario e un colloquio con un professionista sanitario esperto e qualificato. Durante il processo di selezione dei donatori di gameti, ci assicuriamo che:

a. si rispetti la massima somiglianza fisica e immunologica con la ricevente, e si ottimizzi la compatibilità con la donna e il suo ambiente familiare

b. l'età della donatrice sia compresa tra i 18 ei 35 anni e non abbia generato più di 6 bambini nati vivi.

c. la donatrice abbia una buona salute fisica ed emotiva, e non siano presenti malattie genetiche e infettive trasmissibili mediante donazione.

d. si approfondisca la storia personale e sessuale, per escludere i candidati a rischio. Ovviamente vengono esclusi coloro che fanno uso di droghe, abuso di alcolici, o vivono con persone affette da epatite o HIV, che hanno comportamenti sessuali a rischio, che abbiano ricevuto trasfusioni o trapianti, o abbiano fatto piercing e tatuaggi nell'ultimo anno prima della donazione.

Inoltre, durante la fase di selezione, realizziamo una valutazione genetica che include lo screening per la fibrosi cistica e l’analisi del cariotipo. Infine, si realizza un test di compatibilità genetica per malattie genetiche recessive e X-linked, valutando anche la sindrome X fragile (Test non obbligatorio).

 

Chi può donare ovuli?

La donazione di ovuli è una soluzione per le coppie che presentano insufficienza ovarica prematura e fallimenti ricorrenti nelle terapie di fecondazione in vitro.
Molti di questi problemi sono direttamente legati all'età, mentre altri possono essere di origine genetica.

Per quanto riguarda la salute psicologica ed emotiva è necessario passare una valutazione con uno psicologo specializzato in AR che include:

- Storia familiare

- Livello di studi

- Valutazione della stabilità emotiva

- Motivazione a donare

- Gestione dello stress e dei problemi

- Storia sessuale e riproduttiva difficile o traumatica

- Relazioni interpersonali

- Storia dei principali disturbi psichiatrici e della personalità

- L’abuso di alcolici e droghe

- Storia di abuso o maltrattamenti

Ha qualcosa di mio?

La donna, avendo un'orientazione alla maternità più marcata, può sentire come un’importante mancanza che il figlio non sia geneticamente suo .

Tuttavia, sin dall'inizio mantiene il protagonismo e ha una partecipazione completa, visto che porta in grembo, partorisce e allatta il bebé; stabilisce fin dal concepimento un vincolo affettivo con il nascituro.

D’altro canto, la genetica è una minima parte di ciò che riguarda la paternità, perché essere genitori è accogliere, prendersi cura, alimentare, educare, orientare, trasmettere valori, aprire orizzonti, accompagnare una creatura nelle sue prime tappe vitali, prepararlo affinché voli per conto suo quando sarà il momento. È un progetto così grande che implica un esercizio di volontà, un impegno, una partecipazione ed un’implicazione totale, molto maggiore che l'apportazione biologica. Tutte questi ragioni, unite al forte desiderio di essere madre fanno sì che si superino le riserve iniziali.
Inoltre, studi recenti hanno determinato che quando l'embrione si impianta nell'utero, avvengono degli scambi che possono provocare dei cambiamenti nel genoma del feto.

Questo dimostra che la madre può intervenire nell’informazione genetica del bambino, anche quando l'ovocito proviene da una donatrice.

Secondo le indicazioni del Gruppo di interesse di Psicologia della Società Spagnola di Fertilità, i criteri di esclusione relativi ai donatori di gameti includono:

DONATRICE:

Psicopatologia DSM-V, principalmente:

  • Tentato suicidio
  • disturbo mentale anteriore grave
  • relazioni sessuali a rischio
  • eccessive preoccupazioni per il trattamento
  • motivazione inadeguata per la donazione
  • gravi problemi di coppia
  • oltre tre interruzione volontaria della gravidanza
  • stile di vita / situazione personale che interferisce con il trattamento
  • precedenti penali o inaffidabilità
  • Altro: abuso di sostanze stupefacenti, precedenti di abusi fisici o sessuali, uso di farmaci psicoattivi.

I GENITORI DELLA DONATRICE:

  • Esistenza di storia psichiatrica ereditaria: ADHD
  • Mancanza di genitori / adozione
  • Due o più parenti di primo grado con abuso di sostanze.
  • Parenti di primo o secondo grado con alcuni disturbi e comorbilità, evidenziando:
    • La schizofrenia
    • disturbo bipolare
    • depressione endogena

Sono esclusi i candidati che siano stati adottati o che non possano dimostrare di essere in contatto con uno dei loro genitori e familiari, o che non possono fornire dati attendibili sulla loro storia psichiatrica e psicologica.

FAQS

Nella scelta dei donatori di seme o di ovociti, stiamo attenti al rispetto delle caratteristiche fisiche, affinché siano il più possibile simili ai genitori. Inoltre, il gamete riceve il contributo dell'altro progenitore.
Per determinare cosa abbia più peso nella formazione della persona, hanno realizzato studi clinici su gemelli omozigoti (identici) separati alla nascita, per vedere cosa avessero in comune fra di loro, e cosa avevano in comune con la famiglia che li aveva accolti. In generale si assomigliavano più alla famiglia di accoglienza nel temperamento, modi e gesti, perfino in apparenza generale. Questo, poiché i bambini imparano ed imitano i comportamenti dei genitori. Spesso, genitori con figli biologici ed adottati, sentono che questi ultimi si identificano con i genitori e i fratelli, allo stesso modo.
In ogni caso ci sono due fatti indiscutibili: Gli umani hanno più del 90% del DNA in comune in modo che le nostre somiglianze sono enormi e, allo stesso tempo, ogni essere umano è unico ed irrepetibile.

Abitualmente, una volta ottenuta la gravidanza spariscono tutti i dubbi e le paure e ci si concentra sull'attesa. Se in qualche caso eccezionale persiste qualche paura normalmente sparisce alla nascita del bambino. La maggior parte delle madri, semplicemente non ci pensano più.
Casi perinatali di rifiuto e di depressione post-partum sono molto meno frequenti nella riproduzione assistita, perché queste donne che hanno avuto una lunga attesa prima di esaudire il desiderio di maternità si sentono molto felici di averlo realizzato.

Un dubbio frequente è se si dovrà raccontare al bambino la sua provenienza.  Nonostante si creda che sia sempre meglio dirlo, la decisione spetta ai genitori.
Non dimentichiamo che essere genitori implica anche la responsabilità di prendere decisioni per il bambino dal primo momento. Potremo sbagliarci, ma decidere ed assumere posizioni per i figli è anche parte di essere genitori.
La sterilità ed i TRA sono d’altra parte oggi tanto estesi che presto un’alta percentuale della popolazione avrà fatto ricorso a trattamenti. Inoltre, già al giorno d'ofggi vi sono molti modelli di famiglia, tutti ampiamente accettati.
Ci sono pubblicazioni che vi potranno aiutare a parlare col bambino di questi argomenti, se lo ritenete opportuno. (Vedere il “Mio piccolo miracolo” Dolz)

Nella valutazione psicologica si insiste molto su come viene percepita la donazione da parte dei donatori. Abitualmente capiscono che stanno donando una cellula, come chi dona sangue. Nessuno si spinge oltre, poichè da questa cellula può generarsi un embrione, oppure no, e in ogni caso sarà sempre diverso in funzione dell'altro gameto che lo feconderà.
In ogni caso, la legislazione spagnola è chiarissima: La donazione è anonima. Inoltre, la filiazione è determinata con il parto.

In questo caso la risposta sta nella legge. Non potranno generarsi più di sei figli vivi nati da una donatrice, pertanto è altamente improbabile che ci siano problemi di consanguineità.
Normalmente queste motivazioni sono comprensibili e ci si concentra nel desiderio e l’opportunità che offre questa nuova alternativa e si gode dal primo momento l’attesa del nascituro, quando si conferma la gravidanza.

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